Il potere delle domande: imparare a fare “buone” domande

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L’arte di porsi e porre domande è un’arte antica, promotrice di evoluzioni e cambiamenti. Da sempre l’uomo si interroga su di sé e su ciò che lo circonda. Ma quali sono le “buone” domande e cosa s’intende per “buone”?

Iniziamo con il dire che potrebbero non esistere buone domande, ma domande utili a rispondere alla nostra ricerca di senso e/o di soluzione in quel dato momento. Esistono domande capaci di aiutarci ad estendere il nostro orizzonte di conoscenza e di esplorazione.

Le domande ci consentono di aumentare i punti di osservazione di un “oggetto” di nostro interesse, di ampliare le possibilità di risposta alla domanda originaria, di acquisire nuove informazioni e conoscenze o di consolidare ciò che già si possiede. Ci portano a superare i limiti di ciò che conosciamo e ci permettono di esplorare i nostri contesti di riferimento.

Le domande ci consentono di :

  • conoscerci e conoscere meglio;
  • esplorare il mondo dell’altro per “muoverci” nelle relazioni;
  • trovare soluzioni ai vari problemi;
  • ampliare il nostro bagaglio di conoscenze e informazioni. 

Ma non basta solo la capacità di saper porre domande, è importante possedere anche l’abilità di saper ascoltare le risposte che si ricevono, di saperle elaborare e integrare nel nostro sistema di riferimento.

Tanti modi di porsi e porre domande

Le domande non sono tutte uguali, hanno funzioni e fanno accadere cose diverse. In base all’obiettivo che si desidera raggiungere si potrà scegliere quale categoria di domande utilizzare. Conoscere queste differenze è molto utile nella nostra ricerca personale di risposte o nella comunicazione, attraverso la quale entriamo in relazione con l’altro .

Le domande chiuse sono domande che ci permettono di raccogliere informazioni. Sono domande dirette che lasciano poco o nessuno spazio ad approfondimenti. Da esse si possono avere informazioni abbastanza circoscritte. Esempi di domande chiuse sono “Ho capito ciò che ho letto?”, “Mi piace l’argomento di cui si sta parlando?”. Si tratta di una domanda che presuppone una risposta breve e specifica e serve ad ottenere informazioni precise. Inoltre l’uso frequente di domande chiuse impedisce l’esplorazione del tema o del problema che stiamo affrontando.

Le domande aperte al contrario creano uno spazio di risposta più ampio. Sono domande importanti in quanto permettono di esplorare e raccogliere materiale e informazioni utili. Esempio di domande aperte sono “Cosa conosco di questo argomento o problema?”, “Mi racconti del tuo lavoro?”.

Le domande riflessive sono fondamentali perchè aiutano ad ampliare la nostra visione, a spostarci, all’interno di quel tema, da più punti di vista. È un tipo di domanda che aiuta la persona ad aumentare la consapevolezza, a riflettere su se stessa, sulle proprie idee, sui propri pensieri, sui comportamenti e sul contesto. Un esempio è “Quando ho incontrato un problema simile come l’ho affrontato?”

Le domande circolari sono domande che per loro natura superano il dualismo causa/effetto. Sono domande che non si accontentano di capire chi ha fatto cosa o “di chi è la colpa?”. Le domande riflessive e circolari sono domande interessanti in quanto ci abituano a guardare oltre le semplici risposte, a non accontentarci della risposta più semplice, ma ci abituano a cogliere la complessità di ciò che ci circonda e di ciò che ci appartiene.

Infine le domande multiple richiedono più di una risposta. Solitamente, di fronte ad esse, si tende a rispondere solo all’ultimo interrogativo tra quelli che le compongono, rischiando così di perdere informazioni e pensieri importanti. Sono domande da evitare in quanto generano confusione.

Cosa influenza il nostro modo di porre e porci domande?

Alcuni fattori hanno una grande influenza sul nostro modo di porci domande. Tra di essi ricordiamo: la fretta, l’abitudine a saltare subito a conclusioni, il giudizio e il pregiudizio. Farsi domande utili richiede tempo e richiede un tempo dedicato per cercare e/o accogliere le risposte, un tempo di pensiero e di ascolto. Imparare a sospende il giudizio e il pregiudizio ci permette di avere meno limiti nel formulare domande, di non farci condizionare da idee preconcette, di non porre limiti alla nostra esplorazione.

Odetti Viviana

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